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domenica 9 ottobre 2011

Fiori decadenti

Gli allegri colori dell'Estate stanno mutando in quelli più cupi, rossicci, abbrunati dell'Autunno, è una fine di petali che si sgualciscono, la loro bellezza sfiorisce letteralmente, un senso di morte nel calore vivo del sole. Si chiude un'altra volta un cerchio, ma è l' anello di un' infinita catena, un'altra maglia s'aggancia portando diverse sensazioni, e altre forme d'incantesimo,  altre emozioni.
Dedicato ad Elisena, fiore d'Autunno che ha in se tutti i colori vivaci della Primavera.

domenica 18 settembre 2011

Walter Bonatti

Quando un mito ti accompagna sin dall’infanzia, è duro dirgli addio : non era un cantante rock o un divo del cinema il mio mito, ma un uomo qualsiasi che in modo speciale ha saputo vivere il suo sogno e farne sostanza ai nostri sogni. Walter Bonatti, alpinista moderno di stampo antico, esploratore, reporter, scrittore e fotografo. Mio padre da bimba mi aveva dato da “guardare” le immagini della rivista Epoca, mi appassionavo a tutte quelle foto di viaggi incredibili ai confini del mondo, passando dal vulcano Krakaoa a villaggi fantasma del Canada Ottocentesco, tra leoni marini e tigri indomabili, e poi mi raccontava di quando gli aveva stretto la mano di ritono dall’impresa del K2, con un emozione rara, di chi ha vissuto avventure impossibili nella vita quotidiana grazie a quest’uomo coraggioso, perché sempre consapevole della paura e dei limiti umani. Un personaggio Bonatti che ha cavalcato la storia dell’avventura dalle vette più impervie agli orizzonti più lontani. L’alpinista che a 21 anni vince la sfida con il Grand Capucin, ma l’emozione della gioa del trionfo uccide sua madre. La vittoria su Lavaredo e Cervino, lo portano ad essere uno della squadra per la conquista del K2, già il K2 un punto di non ritorno nella sua vita, l’impresa della vita, il suo incubo peggiore. Il capo spedizione Desio più un burocrate che uno sportivo, non vuole rivali in carisma e non convoca il grande Riccardo Cassin, e cerca di limitare le ambizioni del giovane Walter, e che liquiderà tutto con l’inesperienza di un giovane quando nella sera del 30 luglio 1954 Bonatti giunge come d’accordo con i compagni scendendo dalla base 8 alla settima e portando dalla 8 alla 9 le bombole d’ossigeno per l’ultimo assalto, ma i partners non ci sono, senza avvertire nessuno sono saliti ancora di 250° metri, lui e il pakistano Mahadi li chiamano invano, solo quando sta per giungere una bufera una voce dice di lasciare le bombole e andarsene, ma come mentre la tempesta imperversa ? Walter scaverà una buca nella roccia affrontano una notte terribile a -50 gradi a 8.100 metri, senza tenda o altro, picconando gli arti per non farli congelare, oltre ogni possibilità di salvezza : “Quella notte sul K2, io dovevo morire. Il fatto che sia invece sopravvissuto è dipeso soltanto da me. “ ( Bonatti, “Le mie montagne”). Tornano al campo mentre Lacedelli e Compagnoni conquistano la vetta, al ritorno non solo non si giustificano dell’accaduto assurdo, ma lo accusano di non aver portato le bombole per sabotare il loro successo. Bonatti combatterà questa accusa ingiusta per 50 anni, un caso tipicamente all’italiana, dove anche una vittoria di risonanza internazionale diventa una farsa indegna, solo nel 93’ un medico australiano appassionato di alpinismo, scova delle foto su una rivista inglese in cui si vede benissimo che Lacedelli e Compagnoni hanno addosso bombole e maschera d’ossigeno. Hanno mentito ! Passeranno ancora più di 10 anni perché la federazione italiana ristabilisca la verità, riconoscendo che Bonatti ha compiuto un impresa impossibile per aiutare la spedizione che senza di lui sarebbe fallita. Lo segnerà per sempre questa ingiustizia, da ora sarà quasi sempre un lupo solitario in ogni impresa, un uomo contro, che riconosce come principale autorità la sua dignità morale. Quasi per rivalsa e dimostrazione di valore affronterà vie impossibili al petit Dru, Cerro Torre,Bianco in inverno, vincendo ogni ostacolo, segnando nuove vie , innovando il modo di affrontare la montagna e il rispetto verso la natura, la consapevolezza che la sfida è vera se ad armi pari, non fatta dalla tecnologia di un alpinismo moderno troppo facile e facilone. Con il capolavoro del Cervino con la nuova via nord, chiude a 35 anni in pieno appeal mediatico con l’alpinismo agonistico. Si reinventa come ’esploratore per terre sconosciute, da reporter con carta bianca che racconta dalle pagine di Epoca che per anni pubblica i suoi straordinari reportage in giro per il mondo, in terre vergini, tra gelo, caldo, foreste ,deserti, vette, abissi, luoghi desolati e impervi, bellissimi e terribili, tra animali selvaggi e uomini che vivono vite completamente diverse. Di questi luoghi Walter scrive articoli e libri e soprattutto racconta attraverso l’emozionanti fotografie. Sono quelle immagini con cui sono cresciuta, che mi hanno fatto amare l’avventura, anche se solo con la fantasia, capire che essa è anche dietro l’angolo, basta avere occhi e mente aperta per riceverla, che mi hanno avvicinata alla figura di quest’uomo che negli anni non mi ha delusa, non ha sminuito l’ammirazione che avevo per lui, che ha saputo trasmettere sempre l’entusiasmo di vivere ogni giorno cercando di realizzare il proprio sogno…. cercare è già trovare. “La felicità è sapere che si è realizzati i propri sogni”. Bonatti, in un incontro col pubblico al Salone del Libro di Torino del 2010
"Le grande montagne hanno il valore degli uomini che le salgono, altrimenti non sarebbero altro che un cumulo di sassi. "Kurt Diemberger: il mio incontro con Walter, nella tempesta"

-Abbandonare le false sicurezze per - «Quella che maturi dentro te stesso con l’esperienza, con la volontà, con la costanza, con la determinazione, con la coerenza. Se riesci a mettere insieme queste cose, ci arrivi. La sicurezza è la responsabilità che prendi verso te stesso! E quello che accade è che cresci: il vero risultato è la crescita dentro di te». Walter Bonatti

Bonatti è stato anche protagonista di una bellissima storia d'amore :
http://felinita.blogspot.com/2009/11/una-grande-storia-damore-e-avventura.html

Questo post è la dedica a due uomini  per bene, che non hanno accettato compromessi facili, ma accettate le lotte che questa scelta comportava : questo post è per Walter Bonatti che ci ha lasciati pochi giorni fa, e per mio padre che invece oggi compie 85 anni. Un bacio ad entrambi i miei eroi.

domenica 17 luglio 2011

Locandine

Ultimamente noto che le locandine cinematografiche sono fatte soprattutto da fotografie del film che pubblicizzano, e di solito hanno solo effetti computerizzati per essere maggiormente accattivante. Per anni al cinema invece si andava anche perchè affascinati dal disegno che ci chiamava dal cartellone pubblicitario, raccontandoci le suggestioni del film; magari a volte, il manifesto era più bello del film stesso. La magia cinematografica è anche questa commistione di arti e tecniche, dentro troviamo musica, parole, immagini, suoni, fotografia, recitazione, pittura, e anche quando finiscono nel nero i titoli di coda, a noi resta una frase, una canzone o il disegno del manifesto che ci ha attratto irresistibilmente facendoci entrare dentro una storia.

domenica 10 ottobre 2010

Frammenti

In panne con il pc e vivendo il crollo di Casa Usher, dalla mia mente come in un caleidoscopio impazzito escono immagini di vita quotidiana in frammenti diversi che si accavallano , sommano e amalganmo nella memoria.