domenica 24 ottobre 2010

Ritratto di Jennie

Il pittore Eben Adams spiantato e senza ispirazione- solo paesaggi ,soprattutto con marine tempestose - in una nebbiosa e strana sera di un inverno newyorkese, incontra al Central Park, Jennie, una fanciulla bellissima e particolare. Ne resta così colpito da ritrarla in uno schizzo, il migliore che mai abbia fatto, si accende in lui una scintilla e nuove energie per dipingere. Si succedono alcuni incontri, in cui appare inspiegabilmente cresciuta, lui si fa domande , ma rifiuta le risposte, e intanto la sua vita ha piccole continue svolte. Ma la giovane è avvolta da molti misteri, sembra appartenere ad un altro tempo, ed essere visibile e concreta solo per lui, l'unica certezza è l'amore che entrambi vedono crescere l'uno per l'altra. Eben le fa un ritratto sublime, ma dopo un ulteriore visita in cui lei è ormai una splendida donna, scompare. Nel cercare di comprendere la verità , scopre che è vissuta molto tempo prima e morta da dieci anni , travolta in una terribile burrasca, durante una gita in barca al faro, allora vi si reca proprio nell'anniversario della tragedia, la trova ma non può impedire la sua morte, ormai scritta dal destino, ma lei vuole che egli viva per la sua arte e perché il loro amore esiste nell'eternità. Eben si salva, e da ora sotto la guida di questa amorosa ispirazione la propria arte si realizza, diventerà celebre, ma il suo capolavoro resterà per sempre “ Ritratto di Jennie”. Un film non classificabile, ha il passo di un noir per atmosfera ed inquietudine, ma ci racconta un amour fou, tra i più strani dove l'oggetto d'amore non comprendiamo se è fantasma, sogno, déjà vu, magia, pazzia. Melodramma psicologico, grondante surrealismo romantico, con le sue oniriche tematiche sul mistero della morte, dell'amore, dell'arte, e dove è possibile incontrarsi in un flusso temporale diverso: quello dei sentimenti e dell'arte che vince anche a dispetto del tempo che scorre inesorabile. Questo film ha una sua malia, di racconto , nel bel volto di Jennifer Jones , e per una fotografia incredibile dove, ogni tanto la pellicola ha la grana della tela di un quadro, fatto su una serie di sfumature brumose grigie, dalle pallide luci fino al finale con lo scoppio prima di quel verde accecante della tempesta, poi dell'amaranto del finale fino al tecnicolor totale del quadro esposto al museo . L'incantesimo di questo film è davvero al di là del tempo , perché come lo definiva Buñuel è un “ opera misteriosa e poetica”.

La gallerista
Nessuno come una vecchia zitella se ne intende di amore.
Il gallerista
il ritratto di una donna deve cogliere quel qualcosa senza tempo

Jennie a Eben
Abbiamo l'eternità per noi, Eben. L'eternità! Eravamo disperati e soli: il tempo aveva sbagliato, ma tu mi hai attesa, e ci siamo ritrovati.Non voglio lasciarti!No, Eben, non mi lascerai. Non c'è vita, non c'è vita finché non si ama e non si è riamati. E poi non c'è morte.

Il tassista all'amico pittore
Ho un gran rispetto per chi tira avanti per la sua strada anche se tutto gli va storto: tu hai deciso di fare il pittore, ed ecco che tutto il resto per te non esiste. Vedi, uno crede alle volte che a questo mondo non ci sia altro da fare se non cercare di cavarsela meglio che si può: guadagnare qualche soldo, avere una ragazza, mangiare, dormire e godersela. Poi capita fuori un tipo come te che a queste cose non ci bada, e allora uno pensa: "Ma dopotutto, può darsi che sia io ad avere torto".

domenica 17 ottobre 2010

La Mummia

Egitto anni venti, un archeologo leggendo a voce alta l'iscrizione di un' antico papiro risveglia la mummia del sacerdote Imhotep,che fugge e dopo dieci anni presentandosi come Ardath Bey s'insinua tra altri archeologi ma per poter attirare la bella Helen , per lui la reincarnazione della principessa Ankh-es-en-amon, causa per amor suo, del suo tradimento e dell'essere sepolto vivo. Helen è ipnotizzata dal passato e da ciò che quest'uomo strano le suscita, fino a rapirla per sottoporla ad un rito di morte per far rinascere l'amata Ankh-es-en, ma lei rivolgendosi alla statua della Iside riesce a far tornare polvere il sacerdote. Film inquietante, dall' atmosfera elegantemente tenebrosa, impregnata di un romanticismo esotico ed oscuro, non un horror ma la narrazione suggestiva di un' amore impossibile attraverso i secoli. Grande inizio con la mummia ferma nel sarcofago , la lettura dell'antico testo, gli occhi che si risvegliano e la mano rattrappita con le vecchie fasce, che prende la pergamena, e poi la scia di una benda che esce dalla porta mentre il giovane archeologo ride impazzito. Su tutto il volto, di Boris Karloff un effetto speciale in se, dovuto al magico trucco e alla sua bravura nel ricreare personaggi mostruosi. Tutti questi mostri, dai vampiri alla creatura della Laguna nera, creano spavento, paura, ma sembrano amare come ai comuni mortali non è concesso , con una dedizione e una passione che prevalica spazio e tempo.

Imhotep: " Anck-es-en-Amon, il mio amore ha resistito più a lungo dei templi degli dèi "

domenica 10 ottobre 2010

Frammenti

In panne con il pc e vivendo il crollo di Casa Usher, dalla mia mente come in un caleidoscopio impazzito escono immagini di vita quotidiana in frammenti diversi che si accavallano , sommano e amalganmo nella memoria.

domenica 3 ottobre 2010

I soliti ignoti

Scalcinata banda di ladri improvvisati hanno per le mani un colpo fenomenale: penetrare in un appartamento il cui muro confina con il caveau del Monte di Pietà. Che ci vuole ..... un piano semplice e geniale, organizzazione, strategia al millesimo, come direbbe Er Pantera « È sc-sc-scientifico!». Ecco .... basta poco e pochi uomini fidati: Cosimo mezzatacca che esce ed entra dal carcere, Peppe Er Pantera pugile senza ring, Ferribotte siciliano gelosissimo della sorella a cui fa la corte l'altro complice Mario, Tiberio fotografo disgraziato, Cappanelle letteralmente morto di fame, e poi lui il maestro degli scassinatori Dante, ok non può partecipare perché gli sbirri lo sorvegliano,sottigliezze. Non ne va dritta una il girato della cassaforte che non è granché, Pepe pasticcia con la servetta delle proprietarie dell'appartamento,Tiberio si rompe un braccio, Ferribotte litiga di continuo con Mario, e altre disavventure si susseguonoma ci si arrangia. Eppure riescono a trovarsi in quella casa intenti a sfondare la parete che li divide da ..... dalla cucina di casa, ormai è tardi per riprovare, almeno c'è una pentola di pasta e fagioli, si può mangiare qualcosa, buona anche .... Una livida alba li ritrova a sparpagliarsi tra i primi lavoratori che si presentano in cantiere, prende il tram per tornare, solo Peppe per sfuggire agli ennesimi agenti, si ritrova incastrato alla chiamata mentre Cappanelle gli urla dietro "Peppe, ma dove vai ? lì ti fanno lavorare!!! ". La commedia al'italiana al nascere, Totò che cede il testimone ad attori non più macchiette di avanspettacolo, ma di teatro colto, che si camuffano e si creano dei tic per adeguarsi al ritmo comico, fanno storcere il naso ai critici,mentre stanno creando personaggi immortali dalla comicità irresistibile nella loro tragica quotidianità, in una Roma vera, di casermoni, periferia, servette, simbolo di tutta un Italia che sopravvive ad un eterno dopo guerra. Dove per tirare avanti c'è l'arte tutta nazionale d'arrangiarsi, ma anche l'inconscio desiderio di non cambiare sino in fondo la propria storia e tradizione. Uno di quei film che li puoi rivedere venti volte e ridere sempre come la prima con Tiberio/Mastroianni che ai complici, dopo il fallimento del colpo dice: Rubare è un mestiere impegnativo, ci vuole gente seria, mica come voi... Voi al massimo potete andare a lavorare. Er pantera/Gassman “ Lavorare... lavorare stanca! “ e tutte le scene a orologeria, su tutte la banda che studia sul terrazzo la cassaforte quando irrompe la polizia e fingendo allegri di stendere i panni Totò se ne esce con un “Buongiorno Brigadiere, come vede... si lavicchia! “

Cosimo- indicando la pistola che impugna cercando di rapinare lo sportello del Monte dei pegni: La conosci questa? L'impiegato prendondola in mano : -Sicuro che la conosco! È una pistola Beretta, ma in cattivissime condizioni... 1000 lire "


Cosimo e Norma "Guarda che quando esco, se quel lavoro viene bene, te compro la pelliccia, te compro! - Ma perché non me sposi? -Ma come, esco da una condanna e me ne vuoi appioppa’ n’antra?! A matta! "


Ferribotte mangiando la pasta e ceci:" Femmina piccante, pigliala per amante. Femmina cuciniera, pigliala per mugliera! "