Un luogo ai confini con il deserto dell'Arizona, una stazione di servizio davanti alla Foresta Pietrificata , come pietrificati sembrano i sentimenti dei personaggi che si ritrovano per un momento casuale in quel punto morto del mondo. Alan Squier, un scrittore, idealista deluso, ormai scettico nei confronti della vita approda vagabondando lì, incontrando la giovane Gabrielle, piena di talento e voglia di vivere, prigioniera tra un padre ottuso, un nonno inutilmente sarcastico, uno spasimante troppo lontano dalla sua sensibilità artistica, e questo ristoro perso nel nulla. Alan le apre un mondo di possibilità convincendola delle sue capacità, e ammirando la sua vitalità.; egli sente che Gaby con i suoi sogni, le sue speranze può essere ancora il segno di un futuro in cui credere. Ma una coppia, palesemente benestante con l'automobile in panne entra, Alan decide di ripartire con loro. Gaby sa che il fascino intellettuale e i sentimenti che ha provato istintivamente per lui non si cancelleranno, sono entrati profondamente in lei. Nel frattempo però, nel deserto l'auto viene sequestrata dalla banda di Duke Mantee, killer e nemico pubblico numero uno. Tutti sono di nuovo alla stazione di servizio , ostaggi e banditi che attendendo i complici. La convivenza forzata, crea nuovi risvolti nei personaggi, confessioni, e scelte, Alan comprende di amare Gaby e vuole vederla libera di esprimersi, si accorda con Mantee, con cui si è instaurata una strana alleanza e una sorta di rispetto, per essere ucciso e lasciarle la sua polizza, che le permetterebbe quell'indipendenza per realizzare se stessa e i suoi sogni. Duke non vorrebbe alla fine, ma Alan insiste e , con un gesto disperato, ormai braccato dalla polizia, gli spara prima di andare incontro al suo destino. Unità di luogo e tempo come nel teatro greco, per questa storia al limite del simbolismo, con un mix umano micidiale, in un America che lotta fra speranze, disillusioni, differenze sociali, ricordi, per sopravvivere alla Grande Depressione. Dove il nichilismo di un poeta vagabondo giunge alla dolceamara consapevolezza che solo coraggio e forza possono cambiare il mondo, possono far sì che chi ha dei valori emerga, che sovente esse, da sole non bastano, ci vuole spesso denaro, sacrificio, la sua morte sarà la rinascita della ragazza, come nella poesia del maudit Villon che entrambi amano recitare: “nel campo tuo fiorirà la mia speranza”. Con poche scene, ritmi serrati malgrado l'annullamento temporale richiamato dalla presenza fantasmatica della foresta resa pietra dai millenni, con dialoghi e facce, in un film essenziale, bellissimo, che resta perfetto nel tempo, grazie anche alla dolce sofferenza ribelle di Bette Davis, la tragica maschera di Bogart, e quell' aura fascinosa e maledetta di Leslie Howard.
Alan a Gaby :
L'amore invecchia come la speranza: troppo presto.
Villon , La Ballata per Robert d’Estouteville : " Dentro il tuo campo i semi del mio raccolto prospereranno, e i frutti della mia anima germoglieranno di nuovo "





























































