martedì 8 dicembre 2009

Casablanca

Seconda guerra mondiale, il mondo è impazzito. Casablanca: il Rick's Cafè Americain, dove Sam suona al piano. Tutti finiscono da Rick prima o poi, poliziotti francesi, spie naziste, fuoriusciti antifascisti, avventurieri, donne disperate,trafficanti, e chi cerca un visto per Lisbona per fuggire. Rick osserva, imperturbabile a tutto e a tutti, con cinico distacco, ma velato di malinconia e anomala compassione. Tutti finiscono da Rick e un giorno anche i coniugi Lazlo, lui è un leader della resistenza, lei, Ilsa, capiamo subito che fa rivivere il passato di Rick e Sam. Si sono conosciuti a Parigi, Rick era innamorato di Ilsa, lei credeva il marito morto, ma scopre la verità mentre i tedeschi invadono la città, gli dice : "Baciami come se fosse l'ultima volta", poi scompare senza spiegazioni, lasciandolo con una disillusione amara che lo segna. Rick attraverso il capitano Renault, legato a Vichy, ma pronto sempre al proprio interesse, può avere le lettere di transito che sarebbero la salvezza per i Lazlo. La passione si riaccende tra lIlsa e Rick. Ma quando lui capisce che il marito è invece pronto a sacrificarsi per salvarla, amore,dovere e patriottismo lo convincono a lasciarla, le fa credere che fuggiranno insieme, invece all'aeroporto le dà l'addio straziante. Renault, stanco della propria odiosa collaborazione con i nazisti, copre la fuga e sceglie di andarsene nella nebbia con Rick. Archetipi, generi, stereotipi, protagonisti duri, forti e fragili, una storia che può cadere nel baratro del kitsch ad ogni passo, e invece ha un perfetto equilibrio di avventura, propaganda, romanticismo, epica, passione, ribellione,ricordo e presente. Rick è un ideale maschile da cinico sentimentale, avvolto dal fumo della sua sigaretta, con uno sguardo scevro da ogni impulso, freddo e pronto al grande gesto, duro e ferito, eroe antiromantico che accende l'istinto femminile, come dice Renault : “Rick è il tipo d'uomo, che se io fossi una donna non potrei che innamorarmene”. E l''amore trionfa, ma non nel solito cliché, ma con l'altruismo di chi sa mettere da parte i suoi desideri per idealismo, compiendo un gesto d'amore ampio a tutta l'umanità in pericolo : "I problemi di tre piccole persone come noi non contano in questa immensa tragedia". Ma tutto è qui simboli che si mischiano insieme, scene, frasi , visioni ,così non possiamo che alzarci in piedi anche noi quando nel locale s'intonano le note della Marsigliese e tutti la cantano umiliando e sfidando i nazisti. Sospirare mentre Ilsa chiede a Sam di suonarle ancora “As time goes by", e sorprenderci che un Rick distrutto, fragile per la prima volta, chieda lo stesso tormento. E avere gli occhi lucidi della Bergman mentre Bogart le dice addio augurandole " Buona fortuna bambina". E sorridere che Renault di spalle se ne vada insieme a Rick che predice:” Louis, credo che questo sia l'inizio di una bella amicizia “ E ascoltando il piano di Sam che suona, mentre il tempo passa, noi chiediamo ancora di rivedere questa storia, ancora, come fosse l'ultima volta.

Dedicato a Elisena la strega che sente i film mentepaticamente

venerdì 4 dicembre 2009

8 e mezzo

Guido è un regista, dopo sette film e un mezzo racconto, dovrebbe farne uno nuovo, ma non sa e non ricorda cosa voleva dirigere, mentre tutti intorno a lui pressano per avere una trama, una storia, qualcosa da produrre. Nel cercare di rammentare e capire, gli si svela sempre più un vuoto esistenziale, che il lavoro e le persone non riescono più a colmare. Vive e rivive tutti i personaggi che hanno attraversato la sua vita, le paure, le crisi esistenziali, i desideri, la morte, la fede, il suo mondo fantastico in cui rifugiarsi. Ma quando tutto sembra essere finito e i giornalisti se vanno e le maestranze iniziano a smontare il set, ecco la rivelazione: le visioni, le ossessioni che assediavano la sua mente sono improvvisamente chiare, luminose: il film sarà il racconto di tutte le sue passioni, i suoi sogni, i suoi ricordi, le crisi che insieme sono proprio la vita. Tutti i fantasmi della sua coscienza e le persone del suo mondo reale sono tasselli del mosaico della vita. La marcia circense finale di Nino Rota diventa l'agognato inizio del nuovo film, diventa 8½ stesso.
Fellini riesce filmare il pensiero di un uomo, la sua immaginazione, i suoi sogni, crea un autoritratto in forma realistico-fantastica. Con Mastroianni come alter ego, cavalcando avanguardia e sguardo introspettivo. Un girotondo… finale infantile come la filastrocca di bambino "Asa nisi masa", giocoso come quell' estraniante fischiettare La gazza ladra di Rossini, sottovoce a se stesso per sfuggire alla realtà appena si riaffaccia, bisognoso di cure materne come il sogno di un harem tutto suo in cui vivere tutte le donne d'eterno femminino.


- Un misto tra una sgangherata seduta psicanalitica e un disordinato esame di coscienza in un'atmosfera da limbo -F. Fellini .
- La masturbazione di un genio -D. Buzzati.
-“L'enfer c'est les autres”, aveva detto Sartre. Fellini ribalta l'affermazione: la vita – e il cinema – sono gli altri, i vivi e i morti, gli esseri reali e le creature della fantasia. Bisogna accettarli tutti con amore, gratitudine - Morandini
- Otto e mezzo di Federico Fellini: il miele dell’illusione fornito dalla magia contro la vita agra, la fuga dell’individuo dal pessimismo cattolico in una serena finzione di solidarismo, una sorta di fantastico balletto sulla passerella dell’esistenza. Una favola e un incubo, dal quale si esce impietositi per gli uomini, se non ci consolasse questa facoltà dell’arte, sorella della stregoneria, di rendere toccabile, e perciò vero, il mondo dell’ignoto in cui si dibatte la coscienza- Rondi

domenica 29 novembre 2009

Il bacio della pantera

Irena viene sovente allo zoo, si ferma dalla gabbia della pantera nera, l'osserva affascinata,e la disegna trafitta da una spada, ricordo di antiche narrazioni della sua infanzia. Un giorno luminoso incontra Oliver, un giovane semplice e cordiale attratto dalla sua bellezza particolare. Tra i due è immediata simpatia che li porta a sposarsi. Ma la ragazza è ossessionata dalle leggende della sua terra serba, dove si narra che esistono i figli di una genia di mostri, e lei sa e teme, di essere una donna pantera capace di rivelare il suo fondo ferino dopo un rapporto sessuale o se travolta dalla passione, dalla rabbia o dalla gelosia. Oliver crede siano fantasie che l'amore farà scomparire, ma le ossessioni hanno il sopravvento e lei si rifiuta anche solo di baciarlo. Inizia a comprendere che ombre sono intorno a loro, gli animali la temono, lei è terrorizzata, e sta diventando gelosa anche di Alice ,una amica di Oliver, che viene spaventata da oscure minacce sottoforma di passi, mugolati, accappatoi strappati. Ormai Irena non sa più chi è, sconvolta giunge dal dott. Judd, il psichiatra a cui si è rivolta in cerca d'aiuto, che cerca, non credendo ad antiche maledizioni ,di sedurla ,baciandola scatena la fiera, che lo ferisce a morte, rimanendo però colpita dalla sua lama nascosta nel bastone da passeggio. Irena ferita giunge allo zoo per farsi uccidere dalla sua sorella pantera. E lì che Oliver ed Alice trovano una pantera ferita a morte da una spada davanti alla gabbia aperta. La scissione dell'io tra il desiderio di amare ed essere amato ed una vocazione di distruzione e di morte giunge alla citazione finale :
....but black sin hath betrayed to endless nightmy world, both parts, and both parts must die

- ..ma il nero peccato ha tradito ad una notte perpetua entrambe le parti del mio mondo, ed entrambe dovranno morire- Holy Sonnets, n.2, “Divine poems” di John Donne. Film fatto di pochissimo, dalla suggestione unica ed assoluta. Riesce ad essere insinuante, sensuale , terrorizzante, morboso, ancestrale, evocativo, maledetto, solo usando rumori di sottofondo, ombre, atmosfere create da leggende,e paure dei protagonisti. Crediamo alla dannazione di Irena perchè basta guardare il volto della Simon, spaventata di sé, lei stessa ; angelica ma da cui si sprigiona un represso desiderio sessuale che attrae per la pericolosità mortale che spande intorno a sè. Non vediamo nessuna trasformazione, nessun atto concreto, solo rumori sordi , casualità, impressioni, il dubbio se è lei pazza o sista una realtà mostruosa ci guida insinuante sino in fondo. La continua presenza di immagini feline e richiami a rumori ferini in scene quotidiane ci portano a creare già nella nostra mente il parallelo donna- belva. E quando Alice cammina credendo di esser inseguita scambiando il grido del bus per quello della pantera, noi sappiamo che Irena è lì ed è in forma animalesca, e quando Alice sente in piscina nella penombra dei rumori simil mugolato, noi sappiamo chi è. Il conflitto interiore di Irena è il nostro eterno dilemma di vita, amore, morte. La sua ricerca di normalità sarà la sua condanna, prigioniera della sua libertà estrema, del suo potere, che spaventa la società stessa che per sopravvivere deve abbatterla in qualche modo. Ma il suo dualismo è dentro di noi non può morire, vive eternamente nell'essere umano, che troppo spesso dimentica di essere creatura del regno animale.

Irene - Io amo il buio, è fraterno.

Una locandina : - Baciami e ti graffierò a morte!

martedì 24 novembre 2009

Un ricordo della Garfagnana

Credevo aver perso le fotografie di giornate molto belle vissute in Garfagnana, poi ho ritrovato le tracce del mio ricordo,e al mio si è aggiunto quello della mia cara Base Luna che ha aggiunto complementariamente le sue emozioni alle mie. Pioggia continua, con preziosi sprazzi di raggi luminosi, in quei giorni che ci hanno portato da Lucca a Poggio, da Barga all'antico borgo di Castelvecchio. La loggia di casa Pascoli, in un giorno festivo aperta miracolosamente per sbaglio alla nostra vista. Un sogno rammentare un periodo così sereno quasi fuori dal mondo e dalla realtà, così vicino e così lontano.
Alla mia Lunosa il mio affetto per sempre , sovrapponendo le immagini di una vita insieme l'una con l'altra.