martedì 28 agosto 2018

Malinconia

Genova, Cimitero di Staglieno - Tomba Calcagno,  sc.  Apolloni
foto Lucia Luce

mercoledì 22 agosto 2018

Mare


La cura per ogni cosa è l’acqua salata: sudore, lacrime, o il mare - Karen Blixen

foto Lucia Luce

giovedì 16 agosto 2018

Genova

"Preferisco Genova a tutte le città in cui ho abitato. È che mi ci sento sperduto e a casa mia – fanciullo e straniero. Essa ha una distesa di cupole, monti calvi, mare, fumi, neri fogliami, tetti rosa, e quella Lanterna, così alta ed elegante, – e meandri popolosi, labirinti ingombri le cui viuzze salgono, scendono, si intersecano e di colpo sbucano sulla veduta del porto; – piena di sorprese, di porte scolpite marmo o ardesia, casse, formaggi; scale, panni anziché il cielo, cancelli richiusi, bizzarro dialetto dal suono nasale e irritante, dalle strane abbreviazioni, vocaboli arabi o turchi 
Si va nella vita complicata di questi profondi sentieri come si entrerebbe nel mare, nel fondo nero di un oceano stranamente popolato.
Sensazione da novella araba. - Odori concentrati, odori ghiacciati, droghe, formaggi, caffè abbrustoliti, cacao deliziosi finemente tostati da cui s'esala amarume... - Passanti rapidi su questi marmi raschiati dallo scalpello. - Verso le alture, le stradette si arrampicano, ornandosi di passiere di mattoni e ciottoli. - Cipressi, minuscoli duomi, frati.
Cucine fragranti. - Queste torte gigantesche, farine di ceci, mescolanze, sardine all'olio, uova sode imprigionate nella pasta, torte di spinaci, fritture. - Questa cucina è antichissima.
Genova è una cava d'ardesia."
Paul Valéry

foto Lucia Luce

domenica 12 agosto 2018

mercoledì 8 agosto 2018

martedì 7 agosto 2018

sensuale abbandono

Genova - Cimitero di Staglieno - Tomba Burrano, sc. Pietro da Verona

   foto Lucia Luce

domenica 5 agosto 2018

giovedì 2 agosto 2018

Immensi cieli

foto Lucia Luce

sabato 28 luglio 2018

Notte scarlatta

foto Lucia Luce

lunedì 23 luglio 2018

Improvvisare

 "Una sera, a Milano, mentre la sua Arkestra era impegnata in una bollente improvvisazione informale, alcuni ragazzotti armati di strumenti vari si accalcarono sotto il palcoscenico e cominciarono ad 'accompagnare liberamente' i collaboratori di Sun Ra.Era l'epoca della musica politica e del 'siamo tutti musicisti'. Per qualche minuto il direttore lasciò fare, poi cacciò gli intrusi urlando, parola per parola: 'Poveri disgraziati, non avete capito nulla. Non sapete quanta preparazione, quanto ordine e quanta disciplina richieda la free improvisation'."  (Franco Fayenz)

foto Lucia Luce