La voce di Celia racconta dell'incontro con Mark, nulla sa di lui, solo che ne è attratta follemente, lo sposa, è felice, ma lui ha strani comportamenti e atteggiamenti inquietanti. Conoscerà poi i personaggi che ruotano intorno al marito, ma soprattutto la sua casa e i segreti che nasconde della vita di Mark. Egli ha ricostruito ambienti che definisce felici, fedeli riproduzioni di storie famose, ma tarda a mostrargliele. In una serata con gli amici organizza un' allegra visita guidata alle stanze, e ..... sono luoghi in cui si sono svolti delitti celebri, con donne come vittime. Da finire l'ultima stanza, la 7, vietata a tutti. Celia allarmata dalle crescenti scoperte, cerca in tutti i modi di penetrare i segreti di Mark ed oltrepassare quella porta chiusa. Quando vi entra scopre la copia della sua stessa camera da letto: è lei la prossima vittima. Fuggire e salvarsi, o comprendere cosa tormenta Mark che ama disperatamente? Lang trasforma la psicanalisi in poesia e suggestioni evocative espressioniste. Celia-Alice nel Paese degli orrori, nella casa della favola di Barbablu, in cerca di sprazzi di luce in un mondo di ombre, tra specchi che rimandano doppi, cercando di aprire la portachiusa-menteossessione di Mark, in un percorso iniziatico-terapeutico in cui è lei che libera il principe dalle cattive influenze dei propri impulsi auto-distruttivi sottoforma di streghe, fantasmi, misteri, botole segrete del fatato castello, affrontando al contempo le proprie paure inconsce. Perché ognuno di noi è un potenziale colpevole, in balia dei nostri lati oscuri, che forse può trovare salvamento salvifico in un sentimento d'amore e in un lungo percorso interiore personale.
Cosa è successo veramente a Torino sabato?
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A Torino sabato un gran casino, a tratti sembrava Genova 2001. Ma forse
meno, o di più? Di certo l'immagine del poliziotto preso a calci ha fatto
scalp...
14 ore fa

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Nella concezione medievale il pittore è semplicemente un artigiano, deve servire e specialmente Dio, la sua opera non è espressione personale, infatti solitamente le opere non sono firmate. Poi si crea il movimento rinascimentale in Italia e tutto si trasforma, l'artigiano si fa artista, diviene un'intellettuale, che crea opere d'arte uniche e irrepetibili. Ecco che in questo passaggio storico s'inserisce in Europa la figura di Dürer, con il suo interesse per l'uomo e per la sua psicologia .


















Francesca, in fuga per aver rubato una preziosa collana, istigata dall'amante Walter, si ritrova tra le mondine in partenza per le risaie del vercellese. Una di loro, Silvana, subisce il fascino sinistro dell'uomo e per avvcinarlo istintivamente dapprima consiglia Francesca di confondersi con le "clandestine", lavoratrici prive di contratto, le ruba la collana,che è in realtà falsa, e poi la segnala come crumira. Viene salvata da un giovane sergente che convince le mondine ad una protesta comune, per chiedere a gran voce di assumere tutte le ragazze. Francesca, pentita, s'innamora di Marco, ma egli è attratto da Silvana,ormai purtroppo coinvolta nei loschi affari di Walter che per rifarsi le fa rubare il riso, allagando le risaie per distrarre l’attenzione dai festeggiamenti per la fine della stagione. Francesca e il sergente li fermano in una tragica sparatoria in cui Walter muore. Disperata Silvana si getta da una torretta. Una nuova Francesca andrà via al fianco del sergente. Neorealismo fatto da una strana commistione: melodramma a sfondo sociale ed inserti da fotoromanzo, pseudogiallo dal torrido erotismo, regia di grande tecnica, lotte personali e sociali. Inizio con voce off da annuncio radio, comunicazione di massa, trasmissione della realtà, che attinge direttamente dalla drammaticità del reale, spettacolizzandola. Silvana ne è il simbolo, legge “Grand Hotel”, mastica chewing-gum, balla il boogie-woogie, si porta il grammofono in risaia e sogna, distaccandosi dalla realtà, divisa tra un mondo arcaico che va scomparendo e la civiltà dei mass media che avanza. Pagherà caro il suo sogno da cinematografo, cercato ad ogni costo, mentre le altre ragazze semplicemente, sotto la pioggia, tra canti e fatica, lavorano con molti sogni uccisi dalla realtà, ma esempio di coraggio e di caparbietà di un paese appena uscito dalla guerra. Bellissima la Mangano in una clima torbido, dalla carica erotica, distaccata e tragica, archetipo fisico della maggiorata del cinema e delle illustrazioni anni Cinquanta, di un Italia che voleva tornare a sognare, nonostante tutto. 







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