domenica 2 dicembre 2012

Il grande dittatore


Un barbiere ebreo durante la prima guerra mondiale in un azione salva la vita all’ufficiale Schultz, ,ma perde la memoria, dopo anni  ritorna al suo negozio ma trova militari che  oltraggiano i vetri con la scritta "jew", reagisce alla violenza, nell’indifferenza del ghetto terrorizzato, solo la giovane Hanna, lo appoggia , stanca dei soprusi che da troppo tempo si susseguono  da quando al potere è il malvagio  dittatore Hynkel, che sta progettando la conquista del mondo. Ma il nostro piccolo barbiere trova aiuto nel comandante Schultz memore di dovergli la vita e convinto che ci sia bisogno di una rivolta, ma il loro piano fallisce e vengono arrestati mentre il paese vicino dell’Ostria viene invaso. Ma durante un evasione per una serie di circostanze Hynkel viene scambiato per l’ebreo e questi con l’aiuto di Schultz creduto il dittatore, che quando dovrà tenere un grandioso discorso di annessione, il barbiere ebreo invece grida al mondo e alla sua Hanna, che era fuggita in Ostria per salvarsi,  una dichiarazione d’ amore, libertà, uguaglianza e solidarietà tra gli uomini che  riaccendono la speranza un futuro diverso.  Nei titoli di testa si legge  “Qualsiasi somiglianza tra il dittatore Hynkel e il barbiere ebreo è puramente casuale. », perché genialmente Chaplin si accorge che visivamente c’era una somiglianza tra il suo tenero e indifeso Charlot e il delirante e crudele dittatore Hitler che stava in quegli anni mettendo a ferro e fuoco l’Europa, e molto ancora di terribile doveva succedere, come anche la circostanza che Charlie Chaplin  era nato a Londra il 16 aprile 1889   / Adolf Hitler a Braunau am Inn il  20 aprile 1889. Il bene e il male divisi da un velo sottile, ma quando il male assoluto appare nulla è più come prima, questo è l’ultimo film della figura di Charlot, la sua ingenuità poetica di vagabondo, può essere il contraltare delle macchine, del materialismo, dell’odio malvagio, ma non può poi più esistere come prima. Ha scene straordinarie questo film, la rasatura con la danza ungherese di Brahms; il duello ridicolo e  triste  tra  due dittatori  nel tentativo di entrambi di soggiogare psicologicamente l’altro nell’incontro con Napaloni/Mussolini, Hynkel che gioca e danza con il mappamondo sulla musica del preludio del Lohengrin di Richard Wagner con il  globo che lievita nell’aria, mentre la parodia per denigrare ogni forma di tirannia  si trasforma come potente apologo alla fratellanza con il suo  discorso finale : “ Più che macchinari, ci serve umanità; più che abilità, ci serve bontà e gentilezza. Senza queste qualità la vita è violenza e tutto è perduto (....)  Voi avete l'amore dell'umanità nel cuore, voi non odiate, coloro che odiano sono quelli che non hanno l'amore altrui. Soldati! Non difendete la schiavitù, ma la libertà! (....)Uniamoci tutti! Combattiamo per un mondo nuovo che sia migliore! Che dia a tutti gli uomini lavoro; ai giovani un futuro; ai vecchi la sicurezza. Promettendovi queste cose dei bruti sono andati al potere, mentivano! Non hanno mantenuto quelle promesse, e mai lo faranno! I dittatori forse sono liberi perché rendono schiavo il popolo. Allora combattiamo per mantenere quelle promesse! Combattiamo per liberare il mondo, eliminando confini e barriere; eliminando l'avidità, l'odio e l'intolleranza. Combattiamo per un mondo ragionevole. Un mondo in cui la scienza e il progresso diano a tutti gli uomini il benessere. Soldati, nel nome della democrazia, siate tutti uniti! Hannah, puoi sentirmi? Dovunque tu sia, abbi fiducia. Guarda in alto, Hannah! Le nuvole si diradano: comincia a splendere il Sole. Prima o poi usciremo dall'oscurità, verso la luce e vivremo in un mondo nuovo. Un mondo più buono in cui gli uomini si solleveranno al di sopra della loro avidità, del loro odio, della loro brutalità. Guarda in alto, Hannah! L'animo umano troverà le sue ali, e finalmente comincerà a volare, a volare sull'arcobaleno verso la luce della speranza, verso il futuro. Il glorioso futuro che appartiene a te, a me, a tutti noi. Guarda in alto Hannah, lassù “ .
 
Charlie Chaplin  : "Credo nel potere del riso e delle lacrime come antidoto all'odio e al terrore" .

18 commenti:




  1. Film immortale, capolavoro parlato di Chaplin, che tu hai reso al meglio. Nel 2009 lo passò anche Rai 3, ed io dedicai al film una delle mie rece, con alcune delle locandine provenienti da tutto il mondo. Se vuoi vederle e leggermi (mi permetto un link,) clicca qui

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  2. Ho letto Ally, e ti ho scritto che la tua è una perfetta recensione e bellissima l'idea di mettere i manifesti di tutto il mondo sul film. Un bacione dicembrino ffffrrrrrrrr

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  3. "Combattiamo per un mondo nuovo che sia migliore! Che dia a tutti gli uomini lavoro; ai giovani un futuro; ai vecchi la sicurezza. Promettendovi queste cose dei bruti sono andati al potere, mentivano! Non hanno mantenuto quelle promesse, e mai lo faranno"

    Ma quant'è attualissima sta cosa..........

    Grande Chaplin.....credo che il suo modo d'amare amore, libertà ed arte sia rimasto una vera rarità per tutti!

    E grande te, dolce Lucy, che continui a render omaggio ad un grande attraverso questo tuo post!

    Un bacio.....come antidodo all'odio e al potere!

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  4. Un omaggio doveroso a un grande uomo e a un grande attore.

    Sei stata brava come sempre nella recensione del film.

    Miaoooooooooooooooooooooooo...

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  5. Purtroppo è un messaggio sempre attuale, gli uomini perdono di vista il senso di fratellanza e unione con troppa facilità. Meno male che abbiamo sempre lo sguardo semplice e puro del vagabondo Charlot. Un bacio Eli miao

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  6. Grazie Gianna, è facile quando si parla di grandi ...... strtamiaooùùùùùùù

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  7. riso e lacrime sono davvero il rimedio per l'odio e il terrore

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  8. E' questo il primo film parlato di Chaplin.
    Dialoghi misurati, quasi parchi, nell'intero film per poi magistrlmente dilagare nel meraviglioso discorso finale all'umanità.

    La seconda guerra mondiale è stata vinta da un solo uomo: Charlie Chaplin.
    E con questo film.

    Dovrebbe di diritto essere proiettato nelle aule scolastiche durante le lezioni di storia riguardo le guerre, tutte le guerre, perchè Chaplin, come nessun altro ha saputo trattare, armato di una disarmante ironia e di un poetico sberleffo, quelle che sono tra le pagine più nere della storia contemporanea.

    Forse, Chaplin, nel suo memorabile discorso finale del film, non voleva neppure dettare una morale ma semplicemente rendere possibile, almeno lì sul set, un'armonia universale e definitiva e possibile.

    Chaplin, il grande poeta dello schermo, ci ha regalato le parole e le immagini del sogno.
    Ci ha regalato una possibilità

    Peccato che dopo gli applausi non abbiamo saputo far di meglio che indossare la mimetica ed imbraccciare le armi!

    Un riuscitissimo tributo il tuo, Lucy, al genio e alla poesia, riconosciuta dal mondo, al piccolo vagabondo che, da solo, vinse una guerra.

    Un bacio
    E buon inizio settimana :)

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  9. Ah, la genialità...

    Vivremo mai in un mondo in cui le feroci dittature, il delirio del male, la brama di potere e di dominio e di sterminio saranno solo un assurdo, terrificante ricordo?

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  10. e' vero Pupy, un sorriso e la condivisione del dolore possono sconfiggere qualunque male

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  11. Hai colto una verità molto bella di questo film, è il primo parlato di Chaplin, ma molta parte è fatto da scene mute, Charlot è una pantomima in fondo, ma ci porta ai sei minutio finali con un discorso degno di cambiare la storia. Baci infreddoliti miaoooooùùùùù

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  12. Il male è in noi Nicola, non credo possa cessare fino a che esiste l'essere umano, però si può migliorare ..... e poi voi scrittori di che narrereste senza ...... miaooùùùùùù

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  13. Un film straordinario e coraggioso!

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  14. Chaplin con grande arte si può dire tutto ....
    Un caro saluto Alfoso

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  15. Invitación
    Yo soy brasileño, y tengo un blog, muy simple.
    Estoy lhe invitando a visitar-me, y se posible, seguimos juntos por ellos.
    Fuerza, Alegría y Amizad.
    Ven acá, y deja un comentário, para YO, seguí en su blog con facilidad.
    Yo, estoy te seguyendo.
    Abrazos, del Brazil.

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  16. Grazie dell'invito, José, passerò a trovarti. miao

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  17. Che dire di più? L'unica cosa che mi sento di aggiungere è che nella frase:'Credo nel potere del riso e delle lacrime come antidoto all'odio e al terrore'
    ci sia tutto. Ma proprio tutto.
    E chi sa accogliere lacrime, alla pari di un sorriso, non potrà nutrire odio e seminare terrore... TVB
    Cla

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  18. Si è meravigliosa questa espressione, l'essere umano infondo può essere così semplice. miao micina lunosa ffffffrrrrrrrrrrrrrrr

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